Come uscire dalla crisi
Viviamo in un momento di grave crisi economica che sta preoccupando il mondo intero. Ha dimensioni globali ed è arrivata a toccare i beni di prima necessità. Non si tratta più di rinunciare a comprare il vestito firmato, il gioiello esclusivo, l’automobile potente: bisogna fare i conti con l’acquisto di pane e di latte. Forse non ci intendiamo tanto di Borse, ma è chiaro che nella borsa della spesa entra molto meno e quello che prima facevamo con leggerezza, ora va soppesato. Le circostanze ci obbligano a focalizzare l’essenziale, a non reagire meccanicamente di fronte ad un acquisto dettato dalle mode.
Gli economisti cercano le cause nell’economia, gli ambientalisti accusano i governi di dedicare molto tempo alla cura dei mercati senza tenere conto della vera crisi che, affermano, è ecologica, laddove la domanda di risorse del nostro pianeta supera di un terzo la sua capacità di risposta.
Ma nel contesto di un editoriale di un periodico di una associazione di volontariato, animata dalla filosofia attiva, non entra l’analisi finanziaria o quella della scarsità di materie prime, ma sì quella dell’essere umano, artefice sia della recessione economica che ecologica.